Pranayama
1. Cos’è il Pranayama?
Letteralmente significa “Espansione Cosciente del Respiro”
Gli Yogi e, prima ancora gli antichi Maestri, utilizzavano queste tecniche per aumentare, accumulare e trasformare il Prana dentro il corpo.
Inconsciamente ogni essere vivente manipola prana, dalla nascita alla morte, senza tuttavia fare del pranayama.
Esso implica la manipolazione della respirazione oltre il suo limite normale, allungandola, accelerandola e rallentandola per sperimentare l’intero raggio d’azione della respirazione sia a livello grossolano che sottile. Una volta ottenuto questo risultato, il prana può essere ulteriormente manipolato.
Patanjali (si dice fondatore del Raja Yoga perchè il primo a mettere per iscritto insegnamenti che prima erano stati tramandati solo oralmente), ne parla negli YogaSutra. Indica come funzione realizzativa dello Yoga la necessità di sopprimere i vortici mentali. A tale scopo, delinea il Sentiero Ashtanga, ossia un percorso in otto Anga o tappe evolutive della coscienza. Dopo le regole introduttive(Yama e Nyama) e lo Yoga come pratica fisica, nel quarto passo invita l’adepto alla pratica del Pranayama. Le Asana precedono le tecniche di respirazione perchè fondamentali nel creare spazi di respiro e allentare tensioni fisiche e mentali. Imparare a respirare correttamente, fa la differenza perché lo Yoga non sia ginnastica aerobica.